“Mad Max- Fury Road”, ovvero, Furiosa Charlize e le donne del deserto.

Articolo di Giorgia Loi

Sono andata a vedere Mad Max- Fury Road.Mad-Max-Fury-Road-lovely-day

Ci sono andata perché da giovanissima avevo visto la prima trilogia, e mi era piaciuta un sacco.

Ci sono andata perché non era un prequel, e soprattutto perché non era un remake né un reboot.

Ci sono andata perché al cinema lo trasmettevano in lingua originale, che per me è sempre un grosso incentivo.

Ci sono andata, anche, perché ho sentito quasi solo pareri assolutamente entusiastici a riguardo.

Ci sono andata, e mi è piaciuto.

Innanzitutto, si tratta di una distopia: genere che di recente viene proposto parecchio ed in varie salse, probabilmente con lo scopo di esorcizzare le sempre più fondate paure delle società occidentali per il futuro del pianeta.. ma questo argomento merita uno o più articoli appositi, che certamente non tarderanno ad arrivare.

Il genere distopico mi affascina, perché anche nelle sue varianti più trash riesce a scovare qualche tematica profonda.

In questo caso poi abbiamo di fronte un film d’azione ottimamente diretto, ottimamente recitato (ci sono perfino alcune modelle che son diventate attrici più che decenti per l’occasione), ottimamente “dipinto” (o “con ottime scenografie”, che dir si voglia), che tra un’esplosione ed un inseguimento tocca alcune tematiche profonde.

Il futuro di Mad Max, quello che fa da sfondo a tutti e quattro i film, è un desertico mondo post apocalittico, risultato di una guerra nucleare, dove la natura e la civiltà come li conosciamo oggi sono scomparsi. Tra le lande desertiche di questo mondo distrutto, bande di predoni e guerrieri si combattono per il possesso della più preziosa merce di scambio: la benzina. Poi ci sono pochi, sparsi, terribili agglomerati pseudourbani, dove la gente non desidera altro che acqua.

Il setting è lo stesso, e anche il Max di Tom Hardy dovrebbe essere lo stesso di quello interpretato da Mel Gibson nella prima trilogia.

Salvo che, in questo film, di Max non ci viene detto praticamente niente. Ci viene detto solo che è un sopravvissuto, nonché uno che di mestiere “sopravvive”, un guerriero, un ex poliziotto, e che è tormentato dai sensi di colpa per la morte di alcune persone che non è riuscito a salvare. Chi ha visto gli altri film, sa che tra queste persone ci sono la moglie ed il figlio. Chi non ha visto i vecchi film, non lo sa. E probabilmente non vuol essere un dato essenziale.

Lui è burbero, grugnisce e borbotta per tutto il film, non ci racconta niente e mai lo farà. Gli appaiono visioni delle persone che non è riuscito a salvare, e questo lo spinge ad essere un uomo migliore e combattere per la sopravvivenza delle persone che incontra, e non solo per la sua.

Questo è quanto, questo è Max.

Che sia lo stesso Max o un nuovo Max poco c’importa.

Ora, concentriamoci su Furiosa!

Furiosa, interpretata da Charlize Theron, è un’imperatrice al servizio di Immortan, il governatore di un’infernale città nel deserto, nonché principale cattivone di questo film.

Furiosa è la vera protagonista del film.

La prima cosa che notiamo di lei è che è stupenda anche coi capelli rasati, le manca un braccio ma ha un fantastico arto meccanico un po’ steampunk a sostituirlo, è forte, è intelligente, ha un piano e non ha più alcuna voglia di stare a servizio dell’orribile Immortan. E’ particolarmente bella quando si tinge parte del volto di nero: è una potente guerriera e non lo vuole nascondere.

La vediamo infatti, nelle prime scene, mentre finge di andare a fare rifornimento di benzina, ma poi devia, scappa (portando con sè una cisterna di benzina), manipola sapientemente i guerrieri che Immortan ha mandato con lei per scortarla, combatte furiosamente i predoni del deserto e, quando il suo seguito si accorge di essere stato raggirato, non esita a liberarsene.

Non da ultimo, scopriamo ben presto che Furiosa sta portando con sé, nascoste nel camion cisterna che guida, un gruppo di bellissime (francamente un po’ troppo, ma vabbè) donne. Queste donne sono le mogli, ovvero le “migliori riproduttrici” di Immortan. Una di loro è visibilmente incinta, ma possiamo dedurre che lo siano anche le altre, dal momento che la loro ragion d’essere al cospetto del tiranno è fornirgli eredi.

635560680919636292-MAD-MAX-FURY-ROAD-MOV-jy-1019-Da quando compare Furiosa, Max assume un ruolo di aiutante, di “osservatore”, di combattente sì, ma combattente in una trama che è di Furiosa e delle donne che sono con lei.

In effetti Furiosa non è soltanto la protagonista, ma è anche la Donna di questo futuro distopico, è il simbolo di un femminile evoluto che, in un universo in guerra, è in grado combattere con le stesse armi degli uomini, ma possiede una forza di pace e rigenerazione che può sopravvivere alle guerre. In pratica, siamo di fronte ad una di quelle distopie che ci tengono a mettere in luce la distruttività di una società guerriera patriarcale contro la forza di una visione matriarcale e femminile del mondo.

Dopo una prima mezz’ora in cui regna l’individualismo della sopravvivenza, quando cominciano ad entrare in scena tutti i personaggi femminili, il film diventa molto più corale, le dinamiche del gruppo si definiscono meglio ed il gruppo stesso comincia a funzionare.

Le mogli di Immortan non hanno certo la stessa potenza dell’imperatrice guerriera, ma anch’esse hanno avuto la forza, e non senza fatica, di rompere un equilibrio imposto, fuggire da un sistema che non le rispettava in quanto persone ma le usava solo come corpi adibiti alla riproduzione. Sono fuggite da un sistema che le nutriva, ma non le rispettava.

Quello che stiamo guardando, dunque, è un (fichissimo) film d’azione, di combattimenti, di guerra, che di fatto è una guerra al patriarcato: ehi, lo è davvero, in maniera assolutamente letterale!

Non volendo raccontare lo svolgimento e il finale del film, non dirò troppo rispetto a dove sta andando questo gruppo, e perché, anche se gran parte della trama ruota intorno al Femminile, e quindi mi piacerebbe parlarne.

Mi limito a dire che Furiosa è l’unico personaggio del film ad avere una backstory che viene raccontata, ed esplicitata attraverso la trama.

Una curiosità, da una articolo de Il post: tutte le altre backstory, incluse quelle delle tribù coinvolte, sono state comunque scritte da George Miller e messe a disposizione di tutti gli addetti ai lavori, inclusi gli attori. Insomma, tutti i personaggi sanno da dove vengono, anche se non ce l’hanno raccontato!

Tirando un po’ le somme: il film mi è piaciuto perché parla di donne forti, e poi mi ha divertita perché è fatto benissimo.

Ci sono momenti divertenti all’interno delle scene drammatiche, ci sono scene invece molto ma molto drammatiche, ci sono inseguimenti mozzafiato, ci sono paesaggi infiniti e colori meravigliosi, e c’è un certo coraggio narrativo.

C’è anche, per citare il commento del mio ragazzo che ha visto il film con me, “un tizio che suona stoner doom con una chitarra lanciafiamme davanti ad un muro di amplificatori montati su un tir in corsa nel deserto”.

Per chiunque abbia voglia di un filmone d’azione, al momento consiglio questo senza dubbio!

4 pensieri riguardo ““Mad Max- Fury Road”, ovvero, Furiosa Charlize e le donne del deserto.

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