Profumo- Un film che non delude il lettore

Articolo di Giorgia Loi 

Per i lettori accaniti, spesso, vedere un film tratto da un libro già letto si rivela un’esperienza deludente, a volte quasi traumatica.

Ma, in alcune rare e bellissime occasioni, il film viene realizzato da qualcuno che “ha capito” il libro.

E ritengo che questo sia il caso di “Profumo”. Ho letto il celebre romanzo di Suskind soltanto un anno fa: ero quindi quasi “fresca” di lettura quando ho guardato l’omonimo film diretto da Tom Tykwer.

profumo-storia-di-un-assassino-di-tom-tykwer.jpg

Il film riprende il libro con precisione, non solo nella trama, ma anche e soprattutto nello stile, che è fiabesco, a tratti ironico, estremamente fruibile seppur passibile di una lettura su più livelli, ma completamente scarno, crudo e “secco” nel ritrarre i momenti di violenza ed orrore.

Il protagonista, poi, è perfetto. Ben Whishaw è Jean-Baptiste Grenouille, questo bizzarro e paradossale essere umano che vive appagando sè stesso solo grazie al suo portentoso senso dell’olfatto, ma non possiede lui stesso alcun odore corporeo.

profumo05.jpgQuesto personaggio riservato ma determinato, incomprensibile ma coerentissimo, deprecabile ma impossibile da odiare. Questo casting perfetto dell’attore protagonista permette, appunto, di ricreare un Grenouille nei cui silenzi, nelle cui frustrazioni, nelle cui vittorie, senza nemmeno sapere bene come, c’immedesimiamo.

E’ anche estremamente affascinante l’abilità della regia nel trasporre in immagine, per lo spettatore, quello che nella storia è il mondo degli odori: compito non certo semplice.

Posso quindi dire, da lettrice, di aver amato moltissimo questo film, che è stato in grado di riproporre le atmosfere del libro e farmi rivivere questa originalissima, stranissima, pazzesca avventura.

Ma, c’è un grande ma: purtroppo temo che questo film non sia altrettanto entusiasmante per qualcuno che non abbia letto il libro, per un semplice fatto: spiegare un protagonista così bizzarro, trasmetterne le pulsioni e le motivazioni, e sospendere realmente l’incredulità su alcune situazioni, non ha la stessa potenza senza l’ausilio della parola scritta.

Avendo visto il film con una persona che non aveva letto il libro, mi sono resa conto del fatto che alcune cose, per lui, non potessero essere realmente comprensibili. In primis il finale, folle ed incredibile, che è stato trasposto come da romanzo (non ci avrei creduto, se non l’avessi visto), ma senza la lunga narrazione delle motivazioni di fondo di quello che accade, contenuta nel libro, purtroppo appare come una pazzia fine a se stessa.

La riflessione, dunque, sorge spontanea: è realmente possibile accontentare sia il lettore che il cinefilo?

Non ho la risposta a questo interrogativo, mi limito a consigliare questo film a chi ha già letto ed amato il libro.. A tutti gli altri, consiglio di partire dalla cara, vecchia carta stampata, in questo caso!

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